Dal 2018 tre nuove minacce per il rapporto banca impresa

Dal 2018 tre nuove minacce per il rapporto banca impresa

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I primi mesi del 2018 hanno visto intensificarsi l’impatto degli enti regolatori europei sulla valutazione dei crediti da finanziamento delle banche e quindi sulla possibilità ed il costo per l’accesso al credito delle PMI italiane.

Di seguito le tre minacce per il rapporto banca impresa. Le prime due sono già attive, la terza è l’ennesima iniziativa di un ente regolatore che arriva a ridosso dell’entrata in vigore dell’addendum BCE.

  1. Gennaio 2018: entra in vigore il principio contabile IFRS 9 che impone regole più stringenti alle banche sulla valutazione delle perdite attese
  2. Marzo 2018: confermato testo dell’Addendum BCE sulle linee guida per i crediti deteriorati delle banche che prevede la svalutazione dei crediti
  3. Marzo 2018: la European Banking Authority (EBA) ha inviato agli Istituti di credito in consultazione una bozza di Linee Guida sulla gestione degli NPL che prevede l’individuazione di una soglia del 5% del NPL Ratio (rapporto Crediti deteriorati Lordi/Impieghi)

1. Entrata in vigore il principio contabile IFRS 9

Il principio contabile IFRS 9 emanato dallo IASB (International Accounting Standards Board-organismo responsabile dell'emanazione dei principi contabili internazionali) sostituisce lo IAS 39 e disciplina più rigidamente le modalità di effettuazione di accantonamenti sui crediti.

Gli istituti di credito dovranno effettuare accantonamenti anche per i crediti in bonis stimando le perdite attese. Il principio prevede una segmentazione in tre livelli:

  • Stage 1. Crediti per i quali si calcola la perdita attesa nell’orizzonte temporale di un anno,
  • Stage 2. Crediti per i quali la perdita attesa viene calcolata su un periodo che va fino alla scadenza naturale del finanziamento. Si passa allo “Stage 2” quando aumenta significativamente la rischiosità, cioè quando il rating di una impresa peggiora pur non manifestando un livello di rischio importante,
  • Stage 3. Sono i crediti più rischiosi (inadempienze probabili e sofferenze)

In sintesi se per qualsiasi motivo il rating della PMI peggiora (sconfinamenti temporanei, salto rata, peggioramento dati di bilancio) la banca sarà costretta a calcolare la perdita attesa per tutto il periodo di durata del finanziamento.

Per fare un esempio dell’impatto IFRS 9 se fino al 2017 un mutuo a 5 anni di buona qualità (rischio di insolvenza dello 0,6% l’anno) subisce un deterioramento nel rating, il rischio sale allo 0,9%. Mentre con l’Ifrs 9 dal 2018 la sua probabilità di default quadruplicherà dallo 0,6% al 2,5 (stima CRIF 2016).

L’ incidenza stimata da banca d’Italia sulCET1 (che sta per Common Tier Equity 1 ratio ed è l’indice di solidità di una banca più importante, rappresentando il rapporto il capitale ordinario versato con le attività ponderate per il rischio) delle banche italiane è nell’intorno di 40 b.p.. La soglia di CET 1 richiesta alle banche italiane è del 10,5%.

2. Dal 1 aprile entra in vigore l'addendum BCE

Come si era già paventato nel nostro articolo Nuovo Addendum BCE: sarà nuova stretta creditizia? Dopo il periodo di consultazione la BCE ha confermato le linee guida per la svalutazione delle posizioni deteriorate le quali prevedono:

  • la copertura integrale di un credito deteriorato non garantito dopo 2 anni;
  • la copertura integrale di un credito deteriorato garantito in 7 anni;

Di seguito una tabella esplicativa:


Sono considerate esposizioni deteriorate (non performing exposures) quelle che sono esposizioni rilevanti scadute da oltre 90 giorni o alternativamente i crediti per i quali è considerato improbabile che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni.

L’effetto minimo sulle PMI dell’Addendum BCE sarà una maggior richiesta di garanzie reali con il rischio di una maggior difficoltà a concedere credito da parte delle banche soprattutto in un paese come l’Italia dove in media un fallimento dura in media più di 7 anni e dove una disputa su questioni economiche arriva a durare anche 3 anni per ottenere il primo grado di giudizio.

3. Marzo 2018, l'Eba propone una bozza di linee guida con una soglia del 5% del NPL ratio

L' ultima notizia che arriva dagli enti regolatori europei arriva dall’EBA che ha inviato in consultazione una bozza di Linee Guida sulla gestione degli NPL che prevede l’individuazione di una soglia del 5% del NPL Ratio (rapporto Crediti deteriorati Lordi/Impieghi). Inutile anche in questo caso immaginare le conseguenze, è sufficiente osservare la tabella pubblicata dal Messaggero settimana scorsa dalla quale si evince che solo le due principali banche saranno in grado di attestarsi ai livelli NPL ratio attesi dalla bozza EBA.




Cosa devono fare le PMI

Il contesto è quello in cui, senza considerare l’anti ciclicità di alcuni provvedimenti, gli enti regolatori europei sembra siano ossessionati dal voler eliminare il problema dei crediti deteriorati con interventi e tempistiche di attuazione che potrebbero vanificare i passi che molte banche italiane stanno facendo nell’ottica di una sana gestione del credito.

In tale situazione le PMI italiane devono continuare a guardare la banca come un interlocutore strategico, con cui dialogare con professionalità, trasparenza e soprattutto con tutte le informazioni necessarie per farsi scegliere dalla banca. Diventa spesso importante il supporto di un professionista/consulente che aiuti l’impresa nella domanda di nuova finanza evidenziando gli impatti di un nuovo prestito non solo nell’immediato, ma anche in una arco temporale maggiore.


Massimiliano Tonarini


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