NPL: preoccupano UE e banche, devono preoccupare anche le imprese?

NPL: preoccupano UE e banche, devono preoccupare anche le imprese?

Home / News / NPL: preoccupano UE e banche, devono preoccupare anche le imprese?


Il mercato dei crediti deteriorati delle banche (in inglese Non-Performing Loans - NPLs) è continuamente al centro dell’attenzione del settore finanziario italiano ed europeo. A livello di Unione Europea, in base alla classifica stilata dall’EBA (European Banking Authority) sui rischi e sulle vulnerabilità del sistema bancario continentale, l’Italia dal punto di vista dell’ammontare monetario di crediti deteriorati, purtroppo, la fa da padrona, seguita da Francia e Spagna.

La profonda e prolungata recessione che ha colpito l'economia italiana e la lunghezza delle procedure di recupero dei crediti hanno, di fatto, concorso a determinare un elevato livello di crediti deteriorati nel sistema bancario italiano.

Se si osserva, anzichè l'ammontare monetario, la percentuale di crediti deteriorati sul totale dei crediti concessi (NPL ratio), il valore relativo al sistema italiano si attesta al 16,4%, quinto a livello europeo, dopo i record al negativo di Cipro (47,4%) e Grecia (46,9%), Portogallo (19,7%) e Slovenia (19,2%).

I crediti deteriorati delle banche sono esposizioni verso soggetti che, a causa di un peggioramento della loro situazione economica e finanziaria, non sono in grado di adempiere in tutto o in parte alle proprie obbligazioni contrattuali, ovvero sono quei “crediti problematici, di difficile riscossione e recupero”.

I crediti deteriorati sono distinguibili in tre sottoclassi:

  • le sofferenze, che sono esposizioni verso soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
  • le inadempienze probabili: esposizioni diverse dalle precedenti per le quali la banca valuta improbabile, senza il ricorso ad azioni quali l'escussione delle garanzie, che il debitore adempia integralmente alle sue obbligazioni contrattuali;
  • le esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate, ovvero esposizioni che sono scadute o eccedono i limiti di affidamento da oltre 90 giorni e oltre una predefinita soglia di rilevanza.

A dicembre scorso, in Italia dei 173 miliardi di crediti deteriorati netti, 81 erano classificati come sofferenze, 85 come inadempienze probabili e 7 come esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate.

Le banche li distinguono al fine di sorvegliare la propria posizione di rischio e di assumere adeguate precauzioni, oltre che per segnalarli periodicamente (mensilmente) alla Centrale Rischi.

Il problema degli NPL deve preoccupare anche le stesse imprese. Sino a quando le banche avranno nel proprio attivo una quota importante di crediti deteriorati l'attenzione all'erogazione del credito sarà sempre più marcata.

Ma non tutte le aziende che sono in sofferenza o hanno difficoltà a ripagare il debito, sono destinate al fallimento. Anzi, la grande maggioranza potrebbe rilanciarsi e ripartire se affiancasse alla ricerca di nuove fonti di finanziamento (fondi specializzati e/o soci industriali) anche un realistico piano di ristrutturazione (seguirà un apposito articolo su tale tema). Infatti molte volte i problemi finanziari sono dovuti ad una superficialità nella gestione di queste tematiche o nella errata valutazione di clienti e mercati. Se la struttura industriale, e cioè prodotti, brevetti, rete di vendita… .è sana si può però ripartire e rilanciare l’azienda con un serio piano di ristrutturazione.

Ci sono però delle condizioni base per avviare un piano con buone probabilità di successo: innanzitutto tutti gli stakeholders (creditori, azionisti, sindacati, dipendenti) devono avere l’obiettivo di salvare l’azienda e non devono perseguire altri fini più o meno nascosti e occorre poi affidarsi a dei professionisti esperti o creare un management team, con elevate professionalità, che salvaguardino e valorizzino le risorse che rappresentano i veri asset dell’azienda e sappiano rapportarsi con le banche.

Va rimarcato come, pur in un contesto con un livello elevato di NPL, le procedure fallimentari e non stiano mostrando una tendenza in miglioramento dal 2015 dopo essere più che raddoppiate nel periodo 2007-2014.

Barbara Bernardinello

www.pmitutoring.it è a disposizione degli imprenditori per agevolarli nel dialogo con le banche.

Per scaricare in formato pdf clicca qui