Ritardo dei pagamenti in Italia: dati e conseguenze

Ritardo dei pagamenti in Italia: dati e conseguenze

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Partendo dallo Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS (società del Gruppo CRIF) riportiamo alcuni dati e considerazioni relativi alla puntualità dei pagamenti in Italia.

I dati rilevati a settembre 2018 confermano un trend in atto negli ultimi anni, cioè che la media dei pagamenti puntuali in Italia è di poco superiore al 35%. Nello specifico il dato a settembre 2018 è 36,3% contro il 38,2% del settembre 2017, dato in lieve peggioramento (-0,4%) anche rispetto a giugno 2018.

Analizzando i tempi di ritardo nei pagamenti, aumenta al 11,3% la quota di aziende con ritardo nei pagamenti superiori ai 30 giorni: un dato, anche in questo caso, in peggioramento rispetto al 10,5% di settembre 2017.

Osservando la situazione nazionale, in Italia si paga con una media di 82 giorni (con punte di 127 giorni nella Sanità), ma la situazione varia molto a seconda delle regioni e delle diverse aree del Paese.

SITUAZIONE GEOGRAFICA E SETTORIALE

Come riportato infatti nelle tabelle sottostanti (fonte CRIBIS): Nord Est (45,2%) e Nord Ovest (41,9%) hanno percentuali di pagamento entro i termini ben superiori alle media, viceversa Centro (32,3%) e soprattutto Sud (22,6%) hanno minor attitudine a rispettare le scadenze nei pagamenti rispetto alla media nazionale. Analogamente le percentuali di ritardo di pagamento superiori a 30 giorni sono decisamente superiori al Sud (19% vs 11,3% nazionale e 7% nel Nord Est).



Fonte Cribis – Nord Italia


Fonte Cribis – Centro Sud Italia

Profonde diversità si registrano anche a livello settoriale dove i migliori sono:

  • settore finanziario con il 47,7% delle imprese che hanno pagato con puntualità e solo 8,4% ha saldato con ritardo superiore ai 30 giorni,
  • comparto industriale e produttivo con pagamenti puntuali entro il 42,1% e “gravi” ritardi solo nel 7,8% dei casi.

Il settore invece con maggiori criticità è il commercio al dettaglio:

  • 26,1% di aziende puntuali nei pagamenti,
  • 17,3% imprese del settore con pagamenti in ritardo oltre 30 giorni,
  • 56,6% di imprese con ritardi dei pagamenti entro i 30 giorni.

PAGAMENTI PER DIMENSIONE AZIENDALE

Osservando invece le classi dimensionali delle aziende, colpisce come solo il 12,4% delle grandi aziende rispetti i tempi concordati, di contro l’ 82,5% dei casi paga con un ritardo entro 30 giorni e solo il 5,1% sfora tale soglia. Le micro realtà sono, invece, quelle che rispettano maggiormente le scadenze concordate (37,5%), ma anche quelle con la percentuale maggiore di ritardi oltre i 30 giorni (12,3%).




Rispetto ai partner europei, i dati ad aprile di quest’anno collocavano l’Italia al quattordicesimo posto su 22 per puntualità di pagamenti e in posizioni ancora più arretrate considerando i ritardi oltre i 30 giorni. Il gap da colmare con le nazioni più virtuose come Danimarca (88,4% dei pagamenti entro i tempi richiesti), Polonia (77,5%), Olanda (66,3%) è notevole e sicuramente rende meno attrattive le nostre aziende rispetto ai competitor continentali.

Anche senza considerare il tema degli insoluti (pagamenti che non vanno a buon fine), è evidente come questa situazione crei tensione finanziaria ed incertezza condizionando le scelte dell’imprenditore che, è fondamentale, presti massima attenzione alla gestione del circolante e alla selezione della clientela. Spesso, come PMI Tutoring, ci troviamo di fronte ad aziende che, pur crescendo come fatturato, hanno uno sbilancio tra tempi di incasso e di pagamento e sono numerosi i casi di aziende che si ritrovano a dover fare da “banca” ai loro clienti. Il ritardo nei pagamenti, oltre che spia di un possibile mancato pagamento, producono nell’immediato una contrazione della liquidità aziendale: la reazione più frequente delle imprese è portare in banca le fatture per un anticipo sul credito con, spesso, un costo più elevato del ricorso ad altri strumenti (ad es. il factoring).

Far emergere tali criticità, lavorare con gli imprenditori per sanarle e trovare lo strumento più adeguato per superare tali situazioni è parte integrante del nostro lavoro.


Dario De Benedetti


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