Il decreto Cura Italia contiene una serie di iniziative che vogliono supportare le aziende italiane che stanno registrando una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19. Si tratta di iniziative che attraverso la sospensione delle rate e la proroga dei fidi vogliono garantire liquidità alle PMI.

Sospensione rate e proroga fidi per le PMI (art.55)

La tabella riporta le principali iniziative inerenti proroga prestiti rateali, mancata revoca fidi e autoliquidanti, sospensione rate mutui e leasing a favore delle PMI italiane.

Per quali imprese

PMI secondo definizione UE ovvero imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR;

le cui esposizioni debitorie non siano classificate come esposizioni creditizie deteriorate.

Le misure

Gli importi accordati da banche e intermediari finanziari (sia utilizzati che non) per fidi a revoca e autoliquidanti non possono essere revocati in tutto o in parte fino al 30/09/2020;

I prestiti non rateali con scadenza ante 30 settembre 2020 sono prorogati fino al 30 settembre 2020 alle condizioni in essere;

Il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 relativamente a mutui, leasing e altri finanziamenti a rimborso rateale (anche cambiali agrarie) in scadenza prima del 30 settembre 2020 è sospeso sino al 30 settembre 2020 senza maggiori oneri per entrambe le parti. E’ facoltà delle imprese richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale.

Garanzie

Gli istituti finanziatori potranno accedere ad una sezione speciale del Fondo Garanzia PMI che, garantirà senza valutazione, per un importo pari al 33% i maggiori utilizzi, le rate sospese dei finanziamenti rateali e i prestiti non rateali a scadenza prorogati.

Come accedere

Presentazione alla banca di autocertificazione ai sensi dell’art. 47 DPR 445/2000 di aver subito una riduzione parziale o totale dell’attività quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da COVID-19.


Misure di rafforzamento Fondo Garanzia PMI (Art. 48)

Le PMI possono far ricorso al fondo di garanzia per ottenere finanziamenti da parte delle banche. Il fondo di garanzia è uno strumento predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico a favore delle piccole e medie imprese per facilitare l'accesso delle stesse al credito bancario.

Per quali imprese

PMI secondo definizione UE ovvero imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR oppure il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR;

Le misure

Per 9 mesi dall’entrata in vigore del decreto:

estensione della durata della garanzia del Fondo per le operazioni per le quali le banche hanno riconosciuto sospensione pagamento rate di ammortamento o della quota capitale;

garanzia Fondo centrale PMI concessa a titolo gratuito;

importo massimo per ciascuna impresa: 5 milioni di euro;

garantiti all’80%, senza valutazione, nuovi finanziamenti a 18 mesi meno un giorno di importo non superiore a 3.000 Euro a favore di persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni i la cui attività d’impresa è stata danneggiata dall’emergenza COVID-19 come da dichiarazione autocertificata ai sensi dell’art. 47 del DPR 445/2000.

per operazioni fino a 100.000 euro, l’istruttoria del Fondo verrà effettuata solo in base ai dati di bilancio e non in base all’andamentale (Centrale rischi). Sono in ogni caso escluse imprese con esposizioni come sofferenze o inadempimento probabile, o qualificate come imprese in difficoltà;

le banche potranno istruire la pratica presso il fondo contemporaneamente alla propria istruttoria in quanto non è dovuta la commissione per il mancato perfezionamento delle operazioni (maggior tempestività)

ammesse alla garanzia anche operazioni di rinegoziazione del debito purchè con credito aggiuntivo almeno del 10% del residuo;

Come accedere

La garanzia può essere richiesta solo dall’ente finanziatore.

Supporto alla liquidità di imprese no PMI (art. 56)

Il decreto Cura Italia ha previsto anche iniziative atte a supportare la liquidità delle imprese che non sono classificate come PMI.

Per quali imprese

Tutte le imprese che non hanno accesso al Fondo di garanzia PMI (in particolare grandi imprese) appartenenti a settore con prossimo decreto del MEF

Le Misure

Garanzia dello Stato a favore di Cassa Depositi e Prestiti per le esposizioni assunte dalla stessa, anche nella forma di garanzie di prima perdita su portafogli di finanziamenti, in favore delle banche e intermediari che erogano finanziamenti alle imprese che hanno sofferto una riduzione del fatturato a causa della emergenza Coronavirus

Come accedere

Accesso ai soli enti finanziatori da definire con decreto MEF

Altri provvedimenti

La volontà dell'intervento Cura Italia è di raggiungere la maggior platea dei soggetti che costituiscono il tessuto imprenditoriale italiano. Sono così stati previsti interventi a beneficio di:

- lavoratori autonomi e ai liberi professionisti (per 9 mesi dall’entrata in vigore) che autocertifichino ai sensi degli articoli 46 e 47 DPR 445/2000 di aver registrato un calo del fatturato superiore al 33% del fatturato dell’ultimo trimestre 2019, potranno accedere al Fondo di solidarietà mutui prima casa (sospensione delle rate per 18 mesi, senza limite ISEE, per mutui fino a 250.000 euro)

- Settore crocieristico, tramite garanzia statale agli interventi di garanzia SACE;

- Consorzi Fidi, tramite agevolazioni.

I provvedimenti sono, come sopra sintetizzato, molteplici e indubbio è il beneficio che molte realtà, soprattutto PMI, possono avere in un momento in cui la liquidità sarà fondamentale per proseguire, al meglio, la propria attività. L' aiuto di un professionista che supporti l'azienda in una fase così delicata, permettendo all'imprenditore di dedicarsi totalmente al suo lavoro, è sicuramente importante.

Per ogni esigenza vi invitiamo a contattarci.

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