Il settore alberghiero in Italia: dati, tendenze e riflessioni

Il settore alberghiero in Italia: dati, tendenze e riflessioni

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L' Italia ha il maggior numero di siti Unesco, è il primo paese dell’Unione Europea per numero di camere e il quinto paese al mondo per arrivi internazionali con oltre cinquanta milioni di arrivi. E’ evidente come il settore turistico-ricettivo sia un comparto strategico per l’economia del paese e che, se opportunamente gestito e supportato con politiche pubbliche mirate, possa contribuire in modo decisivo alla crescita economica. Questo potenziale richiede però:

  • investimenti infrastrutturali;
  • miglioramento della qualità dell’offerta;
  • investimento di adeguate risorse finanziarie (sia da operatori domestici sia da investitori internazionali) per evolversi in linea con la domanda del mercato.

La tematica degli investimenti nel settore turistico-alberghiero è di forte attualità. Il volume delle operazioni con sottostante un’attività alberghiera nel 2017 è stato di circa 2,75 miliardi€, con una crescita rispetto al 2016 del 15% circa. Le attese sono per un 2018 altrettanto positivo, con una stima di crescita del 13% (fonte: “Rapporto 2018 sul mercato immobiliare alberghiero” realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con Castello SGR, Milano 26 giugno 2018). Da osservare, inoltre, che circa il 67% di questo volume è stato realizzato da investitori finanziari (fondamentalmente fondi di private equity), informazione che confermerebbe le interessanti prospettive di crescita anche nel medio termine.

In Italia ci sono più di 33 mila strutture, più di 1 milione di camere e circa 2,2 milioni di letti, prevalentemente hotel di 3/4 stelle. Osservando il numero di stanze oggetto delle transazioni avvenute in Italia nel 2017, si stima tale dato in circa novemila camere, con una preponderanza delle strutture 4 stelle, seguite dai 5 stelle. La Lombardia rimane la regione più “attiva”, con nove interventi che hanno riguardato tutte le categorie 3, 4 e 5 stelle. Milano rimane la città dove si sperimentano formule nuove e innovative, partendo dalla riqualificazione urbana.

Il 2017 è stato un anno positivo per il turismo globale che ha beneficiato anche della generale ripresa delle economie. I dati dell’OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) dicono che gli arrivi internazionali nel mondo sono stati 1.322 milioni, con un incremento del 6,7% rispetto al 2016. Il nostro Paese ha fatto registrare una crescita consistente dei flussi turistici in ingresso ed è ben posizionata tra le destinazioni preferite dai turisti extra-europei, con i turisti americani al primo posto seguiti dai russi e dagli asiatici. Il trend di crescita dovrebbe continuare non solo in termini di arrivi, come detto, ma anche in termini di fatturato che dovrebbe crescere nel 2018 di un 13%.

EVOLUZIONE DELLA CAPACITA' RICETTIVA

Storicamente, l’offerta ricettiva alberghiera italiana è stata caratterizzata da un costante processo di ristrutturazione che ha portato, da un lato, dalla progressiva riduzione (o rallentamento della crescita) del numero di strutture e, dall’altro, da un aumento della capacità ricettiva in termini di numero di camere e letti. Nell’ultimo decennio, la dimensione media degli alberghi è passata da circa 37 a circa 67 letti. Inoltre, si è assistito a un “ribilanciamento” dell’offerta verso strutture di qualità medio-alta con una riduzione di quelle a 1/2 stelle. Questo processo di “concentrazione” è stato più intenso nelle regioni del Nord che in quelle del Centro Sud, ma la dimensione media degli esercizi alberghieri è comunque più elevata nelle regioni meridionali, così com’è maggiore nelle regioni del Sud la presenza di alberghi di categoria superiore. In linea generale, la maggiore qualificazione delle strutture alberghiere dell’Italia meridionale trova la sua giustificazione nello sviluppo più recente dell’offerta turistica di quest’area del Paese.

STRUTTURA ED ECONOMIA DELLE IMPRESE E MERCATO DEL LAVORO

Gli ultimi dati ISTAT disponibili forniscono un quadro articolato della struttura e della performance delle imprese della categoria “attività dei servizi di (i) alloggio e (ii) ristorazione”. Nel 2016 il settore costituito da 315.464 imprese attive, ha occupato circa 1,3 milioni di addetti (di cui 879 mila dipendenti) e ha realizzato un fatturato di 76.177 milioni di euro e un valore aggiunto di 29.204 milioni di euro.

Osservando nel dettaglio solo i dati del settore alberghiero, INPS/Federalberghi raffigurano un settore in cui nel 2016 circa 180 mila aziende hanno impiegato, in media, un milione di lavoratori. Il confronto con i dati dell’anno precedente evidenzia una buona crescita dei livelli occupazionali (+6,4%). Anche nel 2017, è continuato il trend che porta a una riduzione della quota dei lavoratori a tempo pieno a favore di quella part-time, con un incremento da circa il 39% del 2008 a, si stima, circa il 55% del 2017. Un dato interessante è la percentuale di lavoratori stranieri che si attesta a circa il 25%.

CONSIDERAZIONI

Dai dati e dalle considerazioni che precedono, appare evidente la strategicità del settore e la sua rilevanza nel contesto economico italiano. Vediamo, quindi, i temi principali su cui continuare a lavorare per consolidare i trends di crescita ed evolversi in linea con le esigenze di mercato:

  • Digitalizzazione: non possiamo più pensare di parlare di turismo senza parlare di digitalizzazione. Oggi tutti, non solo i giovani e i giovanissimi, vanno in vacanza consultando i social. Una decina d’anni fa, su TripAdvisor vi erano 20 milioni di recensioni, oggi più di 170 milioni. Ciò comporta la necessità di personalizzare l’offerta (biglietti per manifestazioni ed eventi, spiagge, noleggi, prodotti del territorio, lezioni di cucina, etc.) ed avere ben chiara la clientela target, anche per le strutture di piccole dimensioni;
  • Raccogliere e interpretare i dati del settore: il settore alberghiero ha oggi ampi margini di crescita. L’utilizzo di analisti di dati, specialisti di social media possono dare un contributo fondamentale al settore non solo per soddisfare l’utente ma anche per selezionare informazioni per la definizione della propria offerta;
  • Sistema di programmazione e controllo di gestione: ogni area della struttura contribuisce al risultato finale. Si è in grado di sapere quali aree (camere, Food & Beverage, Wellness, …) generano più profitto? Ovviamente questo tema non riguarda le grandi strutture, anche se per esperienza diretta posso dire che non è sempre così, ma quelle di dimensioni più contenute dove c’è meno consapevolezza. Oggi, i costi d’implementazione di un sistema di gestione sono relativamente modesti;
  • Assumere le persone giuste e formarle: è evidente che lavorare con personale di qualità è fondamentale, così come è chiave assicurare standards operativi attraverso processi formativi strutturati. Quest’obiettivo può essere conseguito anche attraverso l’outsourcing sempre più diffuso in altri paesi;
  • Più in generale, ripensare al modello di business: le dinamiche che caratterizzano la commercializzazione degli alberghi sono profondamente mutate. Nessuno poteva immaginare che Airbnb sarebbe diventata la più grande fornitrice di camere al mondo e anche di castelli! Per vincere le sfide dei prossimi vent’anni è necessario quindi rivedere e ripensare il modo con cui si fa hospitality, a partire dal tema della “destagionalizzazione”.

Vi sono poi altri macro-temi che afferiscono più al sistema-Paese che ai singoli operatori, fra cui:

  • l’esigenza di continuare sulla strada di una cabina di regia nazionale per il turismo per dare un’unità d’azione ed efficacia alle politiche settoriali;
  • armonizzare la classificazione delle strutture per fornire un quadro d’insieme affidabile agli utenti, in un contesto legislativo regionale disomogeneo;
  • riportare alla luce l’immenso patrimonio artistico oggi non visibile al pubblico per carenza di risorse da destinare al restauro;
  • risorse finanziarie per il settore: ovviamente questo è un tema delicato, stante la situazione della finanza pubblica, ma vi sono molti fronti su cui si potrebbe agire: dal tema più generale del carico fiscale in Italia rispetto ai paesi concorrenti, alla riduzione dell’IMU e la deducibilità da IRES e IRAP, dal migliore utilizzo dei fondi europei, alla creazione di “zone franche” con particolari agevolazioni. Questi sono temi di public policy che forse richiedono tempi di maturazione più lunghi, molti altri affrontati in precedenza possono essere affrontati dagli operatori più rapidamente.

Pmitutoring supporta le imprese in questo processo di cambiamento e le aiuta nella ricerca delle modalità di finanziamento più adeguate per gli investimenti necessari.

Fabrizio Bonelli

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