La riforma del Fondo di Garanzia: cresce la possibilità di accesso al credito per le PMI

La riforma del Fondo di Garanzia: cresce la possibilità di accesso al credito per le PMI

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Si è appena concluso, la scorsa settimana, il road show del Fondo di garanzia in 12 città , per presentare la riforma dello stesso.

Cos’è il Fondo di Garanzia

Il Fondo di Garanzia (spesso chiamato anche “Fondo MCC ex legge 662” oppure “Fondo Centrale di garanzia”) è lo strumento che nel periodo della crisi ha aiutato le banche italiane a poter continuare ad erogare credito attraverso la garanzia pubblica del Fondo, con enormi vantaggi per le stesse in termini di riduzione dei costi per l’assorbimento del capitale.

Cosa vuol dire riduzione dei costi per l’assorbimento del capitale? Una banca che concede un prestito deve accantonare un ammontare del prestito erogato in funzione del rating del cliente, della tipologia di prodotto e della durata del finanziamento. Se il finanziamento è garantito dal Fondo Centrale di Garanzia l’accantonamento che la banca deve effettuare per la quota garantita è pari a zero, e quindi la possibilità di accesso al credito per l’impresa è molto più elevata (per approfondire scarica la nostra guida: Fatti scegliere dalla Banca).

Garanzie erogate dal Fondo di Garanzia

Al 31 dicembre 2016, lo stock dei finanziamenti attivati e delle garanzie in essere risulta rispettivamente pari a € 29,1 mld e € 20,2 mld.

Nel 2016 i finanziamenti accolti sono pari a € 16,7 mld mentre l’importo garantito è pari a € 11,6 mld. a beneficio di oltre 74.000 imprese.

Di seguito l’evoluzione nel periodo della crisi post 2007.


Per approfondire i numeri del Fondo di garanzia puoi visionare il Report al 31 dicembre 2016 del Fondo di garanzia.

Gli obiettivi della riforma del Fondo di Garanzia

L’incremento delle richieste di garanzia, l’incremento delle escussioni da parte di soggetti finanziatori (stabilmente sopra i 500 mln. dal 2013) ed un incremento generalizzato delle coperture all’80% hanno comportato un incremento del fabbisogno finanziario del fondo ed un rischio di deresponsabilizzazione dei finanziatori nella selezione delle operazioni.

Quali gli obiettivi della riforma del Fondo di Garanzia che interessano maggiormente le imprese:

  • ampliamento delle platea dei beneficiari - è stata fissata una soglia limite di accesso al Fondo, in termini di PD (probabilità di default), a un valore (9,43%) che consente, da un lato, un significativo allargamento della platea dei potenziali beneficiari (rimane fuori solo l’8% circa delle PMI italiane);
  • %ale garantita maggiore per imprese più esposte al rischio credit crunch
  • tentativo di attrarre risorse regionali e/o comunitarie per il cofinanziamento degli interventi.

Le novità della riforma del Fondo di Garanzia

La riforma ruota intorno ad un nuovo modello di valutazione del merito creditizio delle imprese, simile ai modelli di rating utilizzati dalle banche, che sostituirà l’attuale sistema di credit scoring. Di seguito le nuove classi di rating (tratte dal sito www.fondidigaranzia.it):


Il grande impatto per le imprese (come si evince dalla seguente tabella) riguarderà:

  • la razionalizzazione degli interventi a favore delle PMI sane, ma con maggior rischio di razionamento del credito da parte del sistema
  • la maggior quota di garanzia per il finanziamento di investimenti ed innovazione


Con la riforma viene anche definitivamente chiarita la differenza tra controgaranzia e riassicurazione:
  • la Controgaranzia è la garanzia concessa dal Fondo ai soggetti garanti, attivabile dai soggetti finanziatori in caso di doppio default (dell’impresa beneficiaria e del soggetto garante). Il beneficiario della Controgaranzia è il finanziatore.
  • la Riassicurazione, che dà luogo al reintegro da parte del Fondo, nei limiti della misura di copertura, di quanto già liquidato dai soggetti garanti ai soggetti finanziatori. Il beneficiario della Riassicurazione è soggetto garante.

Le operazioni a rischio finanziario tripartito

Al fine di rendere veloce l’accesso al Fondo di Garanzia per le operazioni di importo minore – fino a 120.000 euro – viene introdotta una nuova modalità di intervento, le cd. operazioni finanziarie a rischio tripartito

Con queste operazioni, il rischio è paritariamente ripartito tra Fondo, soggetto finanziatore e soggetto garante e la valutazione delle imprese è interamente delegata dal Fondo ai soggetti finanziatori e ai soggetti garanti. Il grande vantaggio per le PMI è che i soggetti finanziatori e i soggetti garanti non possono acquisire garanzie a carico dell’impresa.

La suddivisione delle garanzie è la seguente:

  • il soggetto garante copre il 67% del rischio del soggetto finanziatore
  • la riassicurazione del Fondo copre il 50% dell’importo garantito del soggetto garante
  • la controgaranzia del Fondo copre il 100% dell'importo garantito dal soggetto garante al soggetti finanziatore

Quando scatta la riforma del Fondo di Garanzia

Le novità che riformano il Fondo di garanzia saranno introdotte in 2 steps:

  1. il nuovo modello di valutazione è già in sperimentazione per le richieste di garanzia sui finanziamenti Nuova Sabatini
  2. l’estensione del nuovo modello di valutazione e revisione delle coperture con data di entrata in vigore non antecedente il 1 gennaio 2018.

Il differimento dell’applicazione della riforma non riguarda operazioni a rischio tripartito che possono diventare operative prima dell'entrata in vigore della riforma.

Massimiliano Tonarini


www.pmitutoring.it è a disposizione delle imprese per verificare le possibilità di accedere alle garanzie del Fondo di Garanzia.

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