Il quinto emendamento, che la Commissione Europea ha apportato al temporary framework, ha introdotto notevoli precisazioni e cambiamenti al quadro delle misure temporanee in materia di aiuti di Stato alle imprese dell’Unione Europea.

Possibile estensione delle disposizioni emergenziali

La prima grande novità riguarda gli aiuti di importo limitato introdotti per la crisi pandemica (quelli previsti al paragrafo 3.1) per i quali è prevista l'estensione del periodo in cui possono essere richiesti dal 30 giugno 2021 al 31 dicembre 2021.

In concreto, significa che è consentito al governo italiano di prorogare per altri 6 mesi le disposizioni emergenziali introdotte quali le moratorie ex art. 56 del DL 23/2020, le garanzie statali previste per i prestiti bancari e le altre forme di finanziamento collegate al Fondo Patrimonio Pmi.

Serve un decreto e/o un intervento parlamentare in tal senso, ma la possibilità di proroga per tali interventi temporanei è sicuramente un elemento rilevante.

Conversione Garanzia Sace e Fondo PMI in sovvenzioni

La seconda grande novità è collegata al punto 23-ter in cui si legge che: "le misure concesse ai sensi della presente comunicazione sotto forma di anticipi rimborsabili, garanzie, prestiti o altri strumenti rimborsabili possono essere convertite in altre forme di aiuto, come le sovvenzioni, purchè la conversione avvenga entro il 31 dicembre 2022 e siano rispettate le condizioni di cui alla presente sezione"

Si introduce quindi la possibilità per il governo di trasformare in sovvenzioni (quindi in patrimonio) le garanzie rilasciate da Sace e Fondo di Garanzia ai sensi degli articoli 1 e 13 del Dl Liquidità. Una possibilità che avrebbe un impatto positivo importante sulla patrimonializzazione delle aziende con conseguente miglioramento anche nel rapporto banca impresa e nell'accesso al credito.

Resta il tema tecnico di come intervenire, dato che le garanzie sono rilasciate dal governo agli enti garantiti (Sace e Mcc) e da questi alle banche, le quali sono titolari di crediti verso le imprese. Andrà quindi analizzata, oltre alla situazione patrimoniale, anche la capacità di rimborso del debito da parte delle singole aziende.

La misura massima della conversione pare essere fissata in 1,8 milioni di euro per impresa e, "il passaggio inevitabile potrebbe essere il trasferimento del credito garantito dalla banca al garante (Sace o fondo di Garanzia) e la successiva trasformazione da parte di quest'utimo del credito in sovvenzione, con effetto simile alla rinuncia: dovrà essere garantita la neutralità fiscale di questa conversione, per evitare l' imponibilità" (fonte: Il Sole24 ore 11 febbraio)

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Per approfondimenti:

https://ec.europa.eu/competition/state_aid/what_is_new/sa_covid19_5th_amendment_temporary_framework_it.pdf

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