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PMI: 45 Indici di sostenibilità per migliorare l'accesso al credito

26 Giugno 2024

Il 24 giugno il MEF ha messo in consultazione le Linee Guida sul “Dialogo di sostenibilità tra PMI e Banche”: 45 indici di sostenibilità che le PMI devono considerare per essere sostenibili e migliorare l’accesso al credito. Questi indici coprono vari aspetti come la gestione ambientale, la responsabilità sociale e la governance aziendale (ESG). Adottare pratiche sostenibili non solo migliora la reputazione aziendale, ma rende anche le PMI più attraenti per gli istituti finanziari. Questo approccio favorisce l’adozione di modelli di business più sostenibili e resilienti nel lungo termine.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha rilasciato le Linee guida sul «dialogo di sostenibilità fra PMI e Banche», un documento di 85 pagine che dettaglia 45 indicatori di sostenibilità. Questi indici misurano la responsabilità ambientale, sociale e di governance (ESG) delle imprese, facilitando l’accesso al credito.

Il testo nasce da un confronto con banche e imprese che possono entro il 2 agosto mandare ulteriori proposte e suggerimenti.

I 45 indicatori sono riconducibili a 5 filoni:

  •    Anagrafica Aziendale: informazioni generali sull’impresa
  •    Cambiamento Climatico: mitigazione e adattamento dell’impresa con introduzione di assicurazioni e correttivi per adattarsi al nuovo contesto
  •    Ambiente: consumi energetici, gestione dei rifiuti ed emissioni
  •    Società e Forza Lavoro: condizioni di lavoro, discriminazioni, differenza salariale tra uomini e donne
  •    Governance: trasparenza, responsabilità, introduzione di un codice etico

Viene dato “gran peso” ai meccanismi di funzionamento interno delle imprese con l’adozione di comportamenti virtuosi e pratiche volte a mitigare l’impatto ambientale.

Lato Governance e condotta aziendale, grande importanza è data alla prevenzione, alla trasparenza, al codice etico, al modello “231”e alle procedure di anticorruzione. Il codice etico diventa una vera e propria guida per i dipendenti e gli stakeholder sull’etica aziendale, sulla condotta professionale e il rispetto di leggi e regolamenti. Il modello “231” che riguarda la responsabilità amministrativa degli enti è un altro elemento prezioso per valutare la conduzione dell’azienda.

L’Implementazione sarà graduale, con 17 parametri considerati prioritari e su cui si devono concentrare le micro imprese, e proporzionale con adattamento delle pratiche a seconda delle dimensioni aziendali.

Tale dossier è coerente con il contesto normativo attuale e ha/avrà impatti sulla politica creditizia bancaria:

  • recepisce infatti le Norme Europee, in particolare la direttiva CSRD, in fase di adozione in Italia
  • è conforme agli standard Basilea 3 e Pillar III previsti per il settore bancario

Proprio per queste regole che impattano sul contesto bancario, il rispetto dei 45 indicatori orienterà in misura crescente l’accesso al credito per cui si può ipotizzare che, a parità di condizioni, sarà facilitato l’accesso al credito delle aziende in linea coi parametri richiesti e che, viceversa, sarà penalizzato in termini di minor credito o maggior costo chi non rispetta tali direttive.

Maggior sostenibilità di traduce, in sintesi, in:

  • Miglior accesso al credito, le banche preferiscono finanziare imprese sostenibili
  • Miglior reputazione aziendale, immagine positiva presso consumatori e investitori
  • Maggior resilienza e innovazione, maggiore capacità di adattamento e crescita

Adottare questi nuovi indicatori non è solo una questione di conformità normativa, ma una strategia per il successo futuro. Le PMI devono essere proattive nella loro transizione verso modelli di business sostenibili.

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) ha rilasciato le Linee guida sul «dialogo di sostenibilità fra PMI e Banche», un documento di 85 pagine che dettaglia 45 indicatori di sostenibilità. Questi indici misurano la responsabilità ambientale, sociale e di governance (ESG) delle imprese, facilitando l’accesso al credito.

Il testo nasce da un confronto con banche e imprese che possono entro il 2 agosto mandare ulteriori proposte e suggerimenti.

I 45 indicatori sono riconducibili a 5 filoni:

  •    Anagrafica Aziendale: informazioni generali sull’impresa
  •    Cambiamento Climatico: mitigazione e adattamento dell’impresa con introduzione di assicurazioni e correttivi per adattarsi al nuovo contesto
  •    Ambiente: consumi energetici, gestione dei rifiuti ed emissioni
  •    Società e Forza Lavoro: condizioni di lavoro, discriminazioni, differenza salariale tra uomini e donne
  •    Governance: trasparenza, responsabilità, introduzione di un codice etico

Viene dato “gran peso” ai meccanismi di funzionamento interno delle imprese con l’adozione di comportamenti virtuosi e pratiche volte a mitigare l’impatto ambientale.

Lato Governance e condotta aziendale, grande importanza è data alla prevenzione, alla trasparenza, al codice etico, al modello “231”e alle procedure di anticorruzione. Il codice etico diventa una vera e propria guida per i dipendenti e gli stakeholder sull’etica aziendale, sulla condotta professionale e il rispetto di leggi e regolamenti. Il modello “231” che riguarda la responsabilità amministrativa degli enti è un altro elemento prezioso per valutare la conduzione dell’azienda.

L’Implementazione sarà graduale, con 17 parametri considerati prioritari e su cui si devono concentrare le micro imprese, e proporzionale con adattamento delle pratiche a seconda delle dimensioni aziendali.

Tale dossier è coerente con il contesto normativo attuale e ha/avrà impatti sulla politica creditizia bancaria:

  • recepisce infatti le Norme Europee, in particolare la direttiva CSRD, in fase di adozione in Italia
  • è conforme agli standard Basilea 3 e Pillar III previsti per il settore bancario

Proprio per queste regole che impattano sul contesto bancario, il rispetto dei 45 indicatori orienterà in misura crescente l’accesso al credito per cui si può ipotizzare che, a parità di condizioni, sarà facilitato l’accesso al credito delle aziende in linea coi parametri richiesti e che, viceversa, sarà penalizzato in termini di minor credito o maggior costo chi non rispetta tali direttive.

Maggior sostenibilità di traduce, in sintesi, in:

  • Miglior accesso al credito, le banche preferiscono finanziare imprese sostenibili
  • Miglior reputazione aziendale, immagine positiva presso consumatori e investitori
  • Maggior resilienza e innovazione, maggiore capacità di adattamento e crescita

Adottare questi nuovi indicatori non è solo una questione di conformità normativa, ma una strategia per il successo futuro. Le PMI devono essere proattive nella loro transizione verso modelli di business sostenibili.

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