La Centrale Rischi è, insieme al bilancio, il più importante indicatore utilizzato dalle banche per valutare lo stato di salute di un’impresa. Per questo è utile verificare la coerenza tra questi due strumenti prima di rivolgersi agli istituti di credito. Di seguito scenderemo nei dettagli, e ti spiegheremo perché è così importante che i dati siano conformi.

Cominciamo proprio dal bilancio. Si tratta del documento che fotografa la situazione economica patrimoniale di un’azienda a chiusura d’esercizio: la sua consegna deve essere tempestiva e non si può prescindere dal presentarlo, in quanto essenziale per gli investitori al fine di valutare la gestione dell’impresa.

Tuttavia, pur essenziale, ha un limite: la situazione raccontata dal bilancio è ancorata a un momento preciso dell’anno. Non sono incluse, quindi, eventuali variazioni intercorse nei 12 mesi: migliorative, ma anche peggiorative, e quindi potenzialmente rischiose.

Diverso il discorso per la Centrale Rischi: qui il ritardo temporale è di poco superiore al mese. Questo documento permette agli istituti di credito di conoscere il comportamento dell’impresa verso il sistema creditizio in maniera molto più aggiornata: per questo è indispensabile conoscerlo per chi presta denaro.

Cosa fa la banca e quali indicatori valuta

La banca visionerà entrambi gli elaborati per verificarne la “congruità”. È quindi utile che anche l’imprenditore effettui un controllo preliminare verificando alcuni aspetti e, se è il caso, favorendo il lavoro del gestore con dei prospetti di riconciliazione.

Di seguito analizzeremo alcuni indicatori-chiave che vanno comparati. Si tratta di confronti normalmente utilizzati dal sistema bancario e che conviene conoscere bene, per evitare di farsi trovare impreparati.

  • Totale utilizzato Centrale Rischi = Totale debiti vs banche
  • Coerenza tra l’utilizzo delle linee di credito autoliquidanti e la voce “Crediti verso clienti”
  • Insoluti in Centrale Rischi e Svalutazione dei Crediti
  • Impegni di firma + Garanzie + Derivati e Nota integrativa

Deve esserci coerenza numerica tra i due valori: il totale della voce “debito verso banche” riportata nel bilancio d’esercizio deve sostanzialmente coincidere con la somma degli utilizzi in Centrale Rischi. La differenza può essere imputabile soprattutto al debito residuo per leasing che nel bilancio non è incluso nei “debiti verso banche”, e di cui viene dato conto in maniera esaustiva nella nota integrativa.

L’utilizzo delle linee di autoliquidanti deve essere coerente con la voce Ricavi e con i giorni medi di incasso risultanti da bilancio. Un utilizzo delle linee autoliquidanti superiore ad un terzo del fatturato è sicuramente un campanello di allarme per la banca.

La presenza in Centrale Rischi di crediti presentati in banca e risultati impagati per importi rilevanti presuppone la presenza di un accantonamento al fondo svalutazione crediti effettuato al fine di esprimere il presunto valore di realizzo degli stessi.

Verificare che le informazioni in Centrale Rischi relative agli impegni per garanzie prestate ed ottenute e al valore di mercato di derivati siano riportate dettagliatamente nella Nota Integrativa (i conti d’ordine sono stati soppressi dalla L. 139/2015).

In conclusione, se il bilancio è il documento che deve raccontare la nostra impresa, è necessario che la banca possa poter verificare agilmente che le informazioni a sua disposizione (derivanti dalla Centrale Rischi) siano correttamente rispecchiate.

Ma come si può accedere alla Centrale Rischi?

L’imprenditore può accedere alla propria Centrale Rischi in due modi:

  • chiedendo la propria Centrale Rischi al gestore di una delle banche con cui lavora. Riceverà un documento sintetico, ma non esaustivo in quanto non fornisce un dettaglio della provenienza e della natura di eventuali segnalazioni
  • facendo una richiesta ad una filiale di Banca d’Italia tramite PEC accompagnata dal modulo sottoscritto dal legale rappresentante e da un documento d’identità. In questo modo, nel giro di pochi giorni otterrà, sempre via PEC, un documento dettagliato suddiviso per le singole banche

Se la Centrale Rischi segnala qualche anomalia, è utile affrontarla e sanarla in modo tempestivo. PMI Tutoring è a disposizione degli imprenditori per agevolarli nel loro dialogo con le banche e supportarli nelle misure per normalizzare la situazione.

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