L'andamento del prezzo di energia elettrica e gas

Negli ultimi 3 anni i prezzi per le materie prime nel settore energetico sono aumentati in modo esponenziale e ciò ha generato un inevitabile aumento delle bollette di gas ed elettricità.

Sui costi del gas già nel secondo trimestre 2021 c’era stato un aumento di circa il 25% rispetto al primo trimestre e di oltre il 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2020. Ne è seguito un aumento delle bollette dell’elettricità ancora più impattante, circa il 19% per il 2021 e circa il 55% per il 2022.

Come già accaduto per l'ultimo trimestre del 2021, è stato stabilito da parte dell’esecutivo di annullare gli oneri di sistema per la luce fino a 16 kWh e di abbassare al 5% l'iva sul gas per usi civili e industriali almeno fino a marzo 2022.

Quali interventi per contrastare la crisi energetica?

Ultimamente si è parlato tanto delle ulteriori misure per attenuare il colpo dell’aumento inevitabile delle bollette sulle famiglie e sulle imprese: è considerata una vera e propria crisi energetica e deve essere trattata come tale.

Finora sono state adottate delle misure contenitive da parte del governo per evitare l’effetto rincari: misure a favore dei consumatori che potrebbero aprire uno spiraglio in questo momento di crisi. Parliamo dunque di una manovra volta a fornire sostegni emergenziali in risposta all’allarme lanciato dalle imprese, ovvero “forniture con prezzi calmierati” per l’industria in difficoltà.

Come confermato l’11 febbraio dal premier Mario Draghi e da Daniele Franco, ministro dell’Economia, è questo l’assetto del nuovo intervento contro il caro energia che il governo presenterà nel prossimo Consiglio dei ministri. Sostanzialmente il governo sembra intenzionato a rinnovare le operazioni di contenimento messe in atto per il primo trimestre del 2022, quindi azzerare gli oneri generali di sistema nella bolletta elettrica e ridurli in quella del gas.

Il rincaro energetico si sta riflettendo sui prezzi delle materie prime con una spirale inflazionistica che si ripercuote, non solo sui privati, ma prima ancora sulle aziende che vedono aumentare sensibilmente i costi di produzione, registrando spesso un calo di marginalità solo in parte compensabile da un aumento del prezzo di vendita.

Alcuni dati Confcommercio e CNA sul caro energia

Confcommercio parla di rincari circa al 76% per il settore terziario, per un totale di 20 miliardi. Alleanza delle Cooperative invece stima un aumento di oltre 80 miliardi per le bollette di famiglie e imprese. Tra le proposte per il decreto bollette c’è anche la possibilità di dare maggior spazio alle energie rinnovabili all’interno delle PA e di agevolare gli uffici pubblici e le scuole per dotarsi di pannelli solari.

Per quanto riguarda le imprese, da un'indagine realizzata dal Centro Studi della CNA emerge che per il 2022 le prospettive saranno di ulteriori rincari, considerando i prezzi del primo trimestre, parliamo infatti di un incremento del 112% rispetto allo stesso periodo dell’anno 2019. Nello specifico: su circa 2500 imprese prese in analisi, un campione rappresentativo della realtà produttiva dell’artigianato e della piccola impresa, è stato rilevato che il 95% di esse ritiene che l’incremento delle bollette avrà un impatto molto forte sulla propria azienda e solo il restante 5% non ha dubbi sul fatto che non subiranno impatti negativi né significativi. Per il settore delle costruzioni l’importo della bolletta ha subito un aumento del 33,1% tra il 2019 e il 2021, per i trasporti 31,9% e per la manifattura il 29,9%, 23,3% per gli altri servizi. Per far fronte agli aumenti subiti, il 53% delle imprese sarà obbligata a metter mano ai prezzi, soprattutto per quanto riguarda il settore della manifattura (che ha subito un aumento del 29,9% tra il 2019 ed il 2021) e per la filiera delle costruzioni (33,1% di aumento tra 2019 e 2021). Intanto il 66% delle imprese di trasporto, il 64% dei servizi alle imprese ed il 56% dei servizi alla persona scelgono di mantenere invariati i prezzi.

In questo contesto diventa molto importante provare a pianificare al meglio gli impatti che il caro energia avrà sul costo delle materie prime, sulle vendite e rivedere i business plan ipotizzati in un recente passato. Valutare gli impatti e provare a modificare le precedenti previsioni, apportando dei correttivi è fondamentale per non trovarsi poi impreparati e in crisi di liquidità. Altrettanto decisivo è valutare la sostenibilità finanziaria dei finanziamenti in essere, soprattutto alla luce del termine sempre più prossimo delle moratorie collegate all’accesso al credito. Il rischio di non far fronte agli impegni presi e di dover rimodulare le rate dei finanziamenti è reale.


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