Vendere online è sempre più frequente. Aprire un e-commerce è una necessità per molte aziende che vogliono ampliare la rete di vendita e spinge, in alcuni casi, ad una vera ri-conversione, migrando dal negozio fisico al commercio in Internet.

Ma come avviare un'attività di commercio elettronico? Ti spieghiamo il delicato passaggio dalla vendita occasionale senza obblighi d'impresa all'apertura di una società con relativi costi e adempimenti.

Partiamo dal principio. Il termine “e-Commerce” comprende le operazioni relative ad attività commerciali e transazioni effettuate per via elettronica. La vendita si realizza tramite piattaforma web, su cui il venditore carica il catalogo dei prodotti/servizi che il compratore visualizza, scegliendo cosa acquistare. A seconda del profilo cliente si parla di:

  • Business to Consumer (B2C): azienda che vende a un privato.
  • Business to Business (B2B): azienda che vende a un’altra azienda.

Il commercio elettronico riveste oggi grandi potenzialità di business, anche associato al Social Commerce (sfruttando la sinergia dei social network per la vendita grazie all’interazione tra utenti e allo scambio di feedback). Una buona occasione per tanti giovani con buone idee. Tanto più che la Direttiva 2000/31/CE stabilisce che si possa avviare un e-commerce senza autorizzazioni preventive (fermi restando i requisiti professionali per lo svolgimento di specifiche attività).

Per avviare un’attività vera e propria però è necessario costituire una società davanti al notaio, con spese che potrebbero superare il migliaio di euro tranne nel caso di costituzione di società a responsabilità limitata semplificata (senza oneri notarili). Seguono i classici adempimenti: iscrizione alla Camera di Commercio (tramite ComUnica) e presentazione della SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune nel quale si intende avviare l’attività. Occorre inoltre comunicare all’Agenzia delle Entrate l’indirizzo del sito Web, i dati identificativi dell’Internet Service Provider, l’indirizzo di posta elettronica, il numero di telefono e di fax. Per la vendita a operatori economici di altro Paese UE prevede anche l’iscrizione nella banca dati VIES (Vat Information Exchange System).

Quanto costa aprire un e-commerce?

Per quanto riguarda i costi amministrativi si va da poche decine di euro per il pagamento dei diritti di segreteria al Comune ove si presenta la SCIA, ad un centinaio di euro per l’apertura della Partita IVA e per il diritto annuale della Camera di Commercio a cui bisogna aggiungere i costi per la realizzazione dello spazio web. Chi decide di avviare un e-commerce deve infatti mettere a budget la piattaforma che permetterà di svolgere la sua attività. Tale spesa può anche ammontare a migliaia di euro e comprendere l’acquisto del servizio di hosting, la prestazione di programmatori e web designer, prima e dopo l’avvio, l’acquisto di hardware, software e backup.

Del commercio elettronico si è occupata anche la Comunità Europea emanando specifiche direttive, tra cui la Direttiva 2003/31/CE a cui si rimanda per ogni utile approfondimento.

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