Che la pandemia abbia accelerato il cambiamento nel mondo del lavoro, ormai, non è più una novità. Il digitale ha pervaso non solo il sistema produttivo ma anche e, soprattutto, i flussi lavorativi e la gestione documentale all’interno delle aziende, il contatto con il cliente e la vendita di beni e/o servizi.

Termini come smart working ed e-commerce sono diventati di uso comune tra lavoratori e consumatori, ma effettivamente, quanto hanno coinvolto le piccole e medie imprese italiane e qual è l’attuale stato dell’arte?

IL LAVORO DA REMOTO: TRA CONTINUITÀ E DIFFICOLTÀ

Lo smart working è stato il primo inevitabile passo per molte PMI.

La flessibilità e l’elasticità imposte dai vari lockdown e dal distanziamento hanno spinto le aziende ad organizzare il proprio lavoro da remoto, incrementando, dove possibile, gli strumenti digitali necessari per poter mantenere alto il livello di efficienza.

Ma lo smart working non ha rappresentato chiaramente solo una fase momentanea di assestamento, quanto l’inizio di una modalità ibrida che andrà a consolidarsi e regolarsi nel tempo.

Il 62% delle PMI infatti, dichiara di voler conservare la possibilità per i propri dipendenti di lavorare da casa. Al contempo, molte imprese riportano come il lavoro da remoto abbia minato la coesione dei gruppi di lavoro e più in generale i rapporti interpersonali in azienda.

Per questo, il 91% delle piccole e medie imprese italiane ritiene l’ufficio fondamentale per svolgere in maniera efficace ed efficiente le diverse attività lavorative e mantenere intatte le relazioni tra i dipendenti.

PICCOLI PASSI VERSO LA DIGITALIZZAZIONE DELLE VENDITE

Dal 2020 l’e-commerce nel nostro paese è cresciuto esponenzialmente, generando una vera e propria rivoluzione delle abitudini dei consumatori italiani.

Secondo una ricerca sul retail promossa da Ayden infatti, il 37% degli italiani ha dichiarato di aver acquistato di più sui canali digitali rispetto al periodo precedente alla pandemia e sempre il 37% di questi ha affermato che con ogni probabilità continuerà a scegliere l’ecommerce anche dopo la pandemia.

Ad aver giovato di questo cambiamento di tendenza, sono state principalmente le grandi multinazionali che già in precedenza avevano posizioni privilegiate.

Molte PMI italiane infatti, non sono riuscite ad arrivare pronte alla pandemia e ancora oggi soltanto un decimo di queste vende i propri prodotti o servizi su piattaforme digitali.

Il 26% delle PMI attualmente con un ecommerce però, ha attivato i propri canali di vendita nell’ultimo anno e la percentuale di aziende che ha intenzione di investire nell’online nel prossimo anno è in costante crescita (35%).

IL RUOLO DI PMI TUTORING

Dato il peso preponderante delle PMI nel panorama economico del nostro paese, attuare una completa trasformazione digitale è un obiettivo fondamentale da raggiungere ma anche un processo che richiede, ancora oggi, risorse economiche e temporali non indifferenti.

Per questo, PMI Tutoring offre un servizio di consulenza rapido ed accessibile che accompagna al credito le PMI, supportandole con competenza in tutte le fasi del finanziamento.

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