In Italia sempre più PMI investono nella vendita online...ed è una mossa vincente. Per il prossimo biennio si tratta infatti della principale area di crescita in cui investire se l’obiettivo è quello di espandersi nei mercati internazionali.

PMI italiane e vendita online: numeri incoraggiant

Un’indagine condotta su 115 PMI italiane da UPS (United Parcel Service, una delle più importanti società di trasporto e spedizioni) con Nathan Associates, Confartigianato Imprese, Federvini, Unioncamere e PIN, Polo Universitario Città di Prato dell’Università di Firenze, rivela che nell’ultimo anno è stato registrato un aumento del 10% delle PMI italiane che vendono online. Nello specifico nel 2021 erano il 47% e nel 2022 ora sono il 57%.

Per di più l’Italia è ventesima nella classifica dell’e-Trade Alliance dei migliori paesi al mondo per le PMI che investono nell’e-commerce, dando un importante contributo alle esportazioni: 53% in Italia rispetto alla media UE del 25%. E’ un’ottima notizia perché nei prossimi anni la vendita online sarà sempre più fondamentale per entrare e crescere nei mercati internazionali.

Tuttavia c’è un grande potenziale non ancora sfruttato perché la pandemia ha dato una forte spinta al trend degli acquisti online che è ancora in atto. Questo è dovuto al fatto che sono presenti diverse sfide e ostacoli che le imprese devono affrontare per avere successo in questo ambito.

Sfide e ostacoli

Innanzitutto è doveroso precisare che, nonostante la pandemia abbia accelerato la digitalizzazione (e, soprattutto, l’adozione dello shopping online da parte delle imprese) molte PMI faticano ancora a comprenderne i vantaggi e a farlo proprio. A ciò si aggiungono la lentezza, rispetto agli altri paesi europei, nell’adottare nuovi mezzi tecnologici e digitali e una serie di sfide e difficoltà generali legate a:

- Cybersecurity e sicurezza online

- Recupero dei costi connessi all’e-commerce

- Spese legate al marketing e al branding online

A questa lista si aggiungono quelle derivanti, nello specifico, dal contesto post-pandemico:

- Difficoltà a conformarsi ai requisiti di sicurezza imposti dalle nuove normative

- Diminuzioni dei flussi di cassa dovuti ai lockdown

- Interruzioni delle catene di approvvigionamento

Inoltre, dai dati emerge come sussistano diversi ostacoli lungo la strada che porta all’adozione dell’e-commerce da parte delle PMI Italiane:

- per il 60% di queste risulta impegnativo l’accesso alle informazioni sui mercati internazionali, sulla conformità alle regolamentazioni commerciali e sui requisiti doganali

- per il 57% la gestione delle tasse e dei dazi

- per il 50% il supporto alle spedizioni e alla logistica

Un ultimo elemento, ma non per importanza, da sottolineare infine è che il 41% delle PMI pone l’accento sulla difficoltà che esiste nell’accedere ai finanziamenti per il potenziamento dell’e-commerce.


Un’opportunità da cogliere

In conclusione, il livello di digitalizzazione e adozione dell’e-commerce da parte delle PMI Italiane è un ottimo risultato, ma c’è un grande margine di miglioramento in futuro.

Digitalizzarsi e aumentare le vendite online sono diventati obiettivi fondamentali per le piccole e medie imprese. Ma si tratta anche di processi che richiedono risorse economiche e temporali significative e spesso troppo complesse da raggiungere.

Per questo PMI Tutoring affianca le imprese al credito con un servizio di consulenza rapido ed accessibile, supportandole con competenza in tutte le fasi del finanziamento.


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