a corsa al successo è una strada in salita. Se vuoi avviare un’impresa, le soddisfazioni potrebbero essere grandi, ma devi essere consapevole che i primi tempi saranno duri.

Il primo problema è quello di trovare i soldi per cominciare.

Nella dottrina internazionale il finanziamento di una start-up è legato alla fase di sviluppo in cui si trova l’impresa. Ma nelle fasi iniziali, il grado di rischio è molto elevato, per poi diminuire in modo rilevante nelle fasi successive. La maggior parte delle start-up non riesce, infatti, a superare la “death-valley”, la “valle della morte”: il periodo in cui l’idea deve diventare un prodotto e il prodotto deve incontrare il mercato.

A questo stadio del processo di sviluppo, inevitabilmente, si sostengono molti costi con pochi ricavi, quando ce ne sono. Ma, ed è quello che conta, non ci sono certezze sul futuro.Facile capire come gli istituti di credito siano cauti. Ecco uno schema che riassume la situazione.

L’ anomalia italiana: perché da noi le banche finanziano le startup

Da quanto detto sopra, è evidente che – di regola, e soprattutto nella fase di early stage in cui il rischio di insuccesso è elevatissimo - il ricorso al debito bancario è difficile. Almeno, questo è quello che accade mediamente a livello internazionale.

Ma in Italia le cose vanno diversamente.

Da una analisi del MISE emerge che nei primi 9 mesi del 2017 le banche hanno concesso finanziamenti a start-up innovative per 176 milioni, mentre il dato calcolato dall'agenzia AGI rileva che le start-up hanno raccolto investimenti in capitale di rischio per soli 93,8 milioni di euro. Sebbene il dato AGI non debba considerarsi esaustivo, il fatto che i finanziamenti bancari siano il doppio degli investimenti evidenzia una tendenza da osservare.

Il motivo per cui le start-up innovative raccolgono più finanziamenti che capitale di rischio è il “Decreto Crescita 2.0” (n. 179/2012).

Questo testo ha previsto in favore delle startup innovative l’accesso semplificato, gratuito e diretto al Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (FGPMI), un fondo governativo che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari.

Come funziona il Fondo di Garanzia?

La garanzia pubblica è pari all’80% del finanziamento e consente ad una banca di finanziare fasi rischiose della vita di una start-up a tassi ragionevoli con la tranquillità di poter “escutere” (questo il termine tecnico; volgarmente diremmo “rivalersi”) presso il FGPMI le eventuali insolvenze.

Semplicisticamente, possiamo dire che, con la garanzia dell’80%, se anche solo 2 aziende su 10 “resistono” la banca non perderà nulla.

Ecco l’anomalia italiana: mentre all’estero le banche non scommettono sulle startup, nel nostro paese la combinazione banca/garanzia pubblica sembra essere, di fatto, il motore di tante piccole start-up innovative.

Anche il dato sulle insolvenze è interessante: solo l’1,5% dei finanziamenti a start-up innovative garantiti dal Fondo di Garanzia (1,4% in termini di importo) hanno comportato, ne 2017, l’effettivo risarcimento da parte del fondo. Un dato molto migliore di quello complessivo delle aziende con meno di 3 anni di vita, dove l’incidenza delle sofferenze è pari al 7,9%.

Leggendo il rapporto MISE sull’utilizzo del Fondo di Garanzia da parte delle start-up innovative si scopre che anche se il 64% dei finanziamenti è stato erogato dai 5 maggiori gruppi bancari, ben il 17,5% è stato erogato da banche minori, tendenzialmente espressione del credito Cooperativo.

Finanziamento alle start-up: equity o banche, cosa è meglio?

In sintesi, abbiamo una dottrina finanziaria internazionale che vede la banca come soggetto finanziatore della sola fase di espansione di una start-up ed un caso italiano in cui le start-up innovative italiane raccolgono più debito che capitale.

Proviamo ad individuare vantaggi e svantaggi di questa anomalia:

Svantaggi

  • è impensabile che una fase di second round venga finanziata con il debito, visto il limite di 2,5 mln. di garanzia;
  • il debito, anche se a buon mercato, va sempre restituito

Vantaggi

  • la buona predisposizione delle banche a finanziare start-up innovative supplisce, di fatto, alla bassa presenza di operatori di venture capital nel nostro paese
  • il finanziamento bancario può essere visto come un “ponte” in attesa di individuare investitori di capitale, senza paralizzare il processo di sviluppo.
  • A prescindere dalle considerazioni di dettaglio, la via bancaria al finanziamento delle start-up innovative è una realtà di fatto che gli innovatori non possono tralasciare.

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