Il rilancio dell’economia passa inevitabilmente per una concreta trasformazione digitale delle piccole e medie imprese italiane. Ma quali sono gli interventi stabiliti nel recovery plan e quali sfide devono affrontare le PMI?

DIGITAL TRANSFORMATION: UN PERCORSO ANCORA IN SALITA

Un processo di trasformazione digitale solido ed efficace prevede un’integrazione radicale delle recenti tecnologie in tutti gli aspetti del business, comportando significativi cambiamenti a livello strutturale, nei modelli e nei processi aziendali, ma anche a livello culturale, nelle persone e nei valori condivisi.

Le imprese italiane sono dunque chiamate a cavalcare la digitalizzazione e ad investire nelle più moderne tecnologie digitali al fine di accelerare lo sviluppo del nostro paese, ma la situazione attuale non è delle più brillanti, anzi.

Secondo i dati del Rapporto realizzato dal Censis e in collaborazione con il Centro Studi TIM sulla trasformazione digitale dell’Italia, le imprese della penisola presentano ancora un notevole ritardo in termini di innovazione digitale, in particolare se messe a confronto con i competitor europei.

Per l’EC Country Report Italy, infatti, il nostro paese risulta al 25esimo posto, a causa di ridotti investimenti in digitalizzazione e innovazione, soprattutto da parte delle PMI.

COSA PREVEDE IL PNRR

Proprio per colmare questo gap e dare una spinta auspicabilmente concreta alla digitalizzazione, la missione 1 del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza (PNRR), denominata “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura” ha come obiettivo la riduzione dei divari strutturali di competitività, produttività e digitalizzazione.

In particolare, sono 3 le componenti che caratterizzano la prima missione del Ricovery Plan:

- Digitalizzazione, innovazione e sicurezza nelle Pubbliche Amministrazioni
- Digitalizzazione, innovazione e competitività nel sistema produttivo
- Turismo e cultura 4.0

Le risorse messe a disposizione per la digitalizzazione del Paese ammontano in totale a oltre 40 miliardi di euro, di cui più della metà, 23,89 miliardi, per la componente dedicata alla digitalizzazione del sistema produttivo.

La componente 2 prevede infatti “significativi interventi trasversali ai settori economici come l’incentivo degli investimenti in tecnologia (Transizione 4.0), ricerca e sviluppo e l’avvio della riforma del sistema di proprietà industriale”.

GLI INTERVENTI PER DIGITALIZZARE LE PMI

Nello specifico per le PMI, il PNRR stabilisce 3 interventi significativi:

- Sostegni per l’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese tramite il rifinanziamento e la ridefinizione del Fondo 394/81 gestito da SIMEST.

Il fondo garantisce l’erogazione di prestiti agevolati e contributi alle imprese italiane attive nei mercati esteri. Una volta ricevute le risorse del PNRR, la SIMEST dispone già delle procedure utili per garantire le risorse finanziarie.

Gli interventi sono destinati a PMI italiane che necessitano di investimenti al fine di raggiungere maggiore competitività, tramite, ad esempio, servizi di consulenza su temi legati all’internazionalizzazione e al commercio digitale o progetti per la transizione green dei processi di produzione e di gestione delle attività.

- Supporto finanziario agli investimenti grazie allo strumento (operativo dal 2012) dei Contratti di Sviluppo per la competitività e la resilienza delle filiere produttive.

Questo strumento ha come obiettivo il finanziamento di progetti di filiera e investimenti strategici e innovativi ed è pensato in particolare per le regioni del Mezzogiorno.

- Riforma del sistema della proprietà industriale.

Riforma per la proprietà industriale con l’obiettivo di trasferire valore all’innovazione e di incentivare l’investimento nel futuro.

DIGITAL TRANSFORMATION: LE SFIDE PER LE IMPRESE

La digitalizzazione è un iter complesso che prevede sfide specifiche che passano non solo dall’adozione di piattaforme e servizi per la connettività e la disponibilità di un’infrastruttura digitale ma anche per l’acquisizione di nuove competenze digitali e una maggiore attenzione verso le risorse umane.

La prova più grande per una PMI intenta ad attuare la trasformazione digitale è insita nel cambiamento, quasi naturale, della cultura aziendale.

Per affrontare e superare la resistenza al cambiamento da parte della forza lavoro infatti, è necessaria una diffusa e condivisa cultura digitale. Soltanto tramite un cambio di mentalità dell’intera impresa è possibile concretizzare una digital trasformation.

Oltre all’attenzione sulla costruzione di una nuova cultura aziendale, ci sono anche altri aspetti su cui le piccole e medie imprese devono concentrarsi. In particolare:

- Abbandonare la tecnologia legacy, fonte di rallentamento, sterilità e di elevati costi di mantenimento

- Ricorrere alla cybersecurity, per garantire un apparato informatico solido e protetto da qualsiasi rischio di violazione.

- Implementare l’Edge computing, ovvero una tecnologia con la quale poter elaborare e organizzare più velocemente e in maniera efficace la grande quantità di dati che le imprese sono chiamate a raccogliere.

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